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martes, 28 de junio de 2011

Noi siamo ritornati sulla Terra per...


EUGENIO SIRAGUSA - Sua Opera, una PORTA REALE




Quello che gli extraterrestri avevano detto ad Eugenio Siragusa.


Ribadiamo, ancora una volta, per evitare fraintesi ed errate interpretazioni sulla nostra realtà operativa sul vostro pianeta.

Noi siamo ritornati sulla Terra non certamente per imporvi i reali valori della nostra evoluzione, delle nostre incorruttibili leggi sociali, morali e spirituali della nostra, per voi più che fantascientifica, scienza fisica e metafisica, della nostra tecnica ecc. ecc.

Crediamo di avervi già detto, tramite il nostro operatore vivente tra voi, che abbiamo più volte visitato il vostro sistema solare e, in particolar modo, il vostro pianeta offrendo il nostro aiuto per stimolare, il più rapidamente possibile, una evoluzione positiva attraverso la conoscenza delle immutabili verità e della funzionalità dell'energia materia nell'ambito dell'universo. A tal proposito vi ricordiamo ancora che il cosmo è composto da 150 bilioni di universi.

Nel remoto tempo e in quello passato prossimo abbiamo tentato di mettere a buon frutto i contatti avuti con i vostri primati, subito dopo il trattamento di modificazione genetica che ha fatto scaturire l'uomo con "L'Ego-Sum".

Allora e sino a non molto tempo fa ci classificavano "esseri angelici", "deità venute dalle stelle" e così via. I beni preziosi che volevamo offrire il più delle volte venivano rifiutati per indisponibilità delle masse abilmente pilotate da coloro che detenevano il potere politico, economico, religioso. Tutte le sperimentazioni attuate diedero un risultato disastroso provocando un immobilismo nell'evoluzione della specie. La metodologia di allora è messa in atto anche oggi, in questo tempo e in questa generazione, con le conseguenze ben note a causa di una ferrea congiura del silenzio e del discredito.

È bene si sappia, una buona volta e per sempre, che la nostra presenza riveste motivi ben precisi che, in strettissima sintesi, cercherò ancora una volta di specificare:

  1. La vostra scienza nucleare mette in serio pericolo non solo la vostra sopravvivenza e quella del pianeta che abitate, ma minaccia seriamente la già precaria stabilità del sistema solare a cui appartiene la Terra, con il pericolo di provocare un enorme "buco nero".
  2. Voi terrestri, avete il diritto di arbitrare la vostra esistenza come meglio credete. È nella vostra libertà vivere in pace o in guerra, scegliere di esistere o meno, di edificare l'inferno o il paradiso, suscitare odio o amore. Nessuno, nemmeno il Signore in cui credete, ve lo vieta. Possedete il libero arbitrio e, quindi, la libertà di scelta tra il bene e il male.
  3. È vero, e presto ne avrete conferma, che non fa parte della vostra libertà arbitrare la Legge dell'Intelligenza Onnicreante e di quanto questa vi ha affidato per servirvi e non per distruggere. Vi affermiamo, senza equivoci, che non vi sarà concesso il permesso di attentare alla pacifica convivenza e all'armonia delle cose create dal Sommo Architetto del Tutto. Se tenterete ulteriormente di separare questi eterni ed immutabili valori cosmogonici automaticamente vi autodistruggerete.
  4. La nostra presenza e la nostra opera di sensibilizzazione, in parte affidata ad esseri scelti, mirano a rendervi coscienti di questa realtà, mirano a farvi ricordare quanto avete facilmente dimenticato: "la venuta sulla Terra di un essere luminoso, meraviglioso, saggio, sapiente e giusto che avete massacrato rifiutando così, ancora una volta, l'offerta di un Grande Amore". La nostra presenza vuole essere un tangibile segno della Sua giustizia.
  5. Vi ricordiamo quanto questo Genio Cosmico disse prima di ritornare nella Sua vera patria: "Non vi lascerò orfani, tornerò in mezzo a voi".
Vi assicuriamo che Egli è già dietro le porte di questo tempo e di questa generazione portante "il segno di Giona" (disubbidienza). 
E badate bene, perché non ritornerà per essere giudicato, ma per giudicare; non verrà per offrire, ma per imporre la volontà del Padre Suo, nostro e vostro. Le doglie di questo Suo ritorno non saranno prive di affanni, di dolore e di disperazione per quanti sono rimasti nell'oblio delle dissoluzioni e delle degenerazioni. 

Il ravvedimento potrebbe rendere meno pesanti queste doglie. I tempi si sono già accorciati e i segni, a suo tempo profetizzati, palesi a tutti. 
Ora sapete il perché siamo ritornati. 

Potete facilmente capire chi siamo, da dove veniamo e il discorso che portiamo. Tergiversare, occultare, rimanere passivi e freddi aggrava il giudizio che è già iniziato.


Dall'astronave Cristal-Bell,
Hoara fraternamente saluta
Nicolosi
Eugenio Siragusa
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